Pittore impegnato, Enzo Napolitano ha la caratteristica di
far apparire le immagini che dipinge, entro un alone fantasmagorico
e prismatico di piacevole effetto. Anzitutto in ogni tela
eleva il personaggio enucleato a simbolo paradigmatico dell'assoluto:
donne languide sdraiate su coperte o tappeti, giovani che
si lasciano contemplare in pose estatiche, uomini della terza
età che vengono avanti da lungi come un ricordo mnemonico.
Ha valore totemico il gesto, lo sguardo, la pettinatura, il
vestito, il particolare (la sfera, il gatto, il tigrotto,
le rose, lo specchio, la sedia e l'acconciatura per la danza,
ecc.).
Tutta una selva di simboli fanno da contorno ad una sola figura,
che diventa un "ideogramma", in una continua metafora
ed allegoria della realtà. I nudi sublimi, i volti
bellissimi, i candidi veli: sono mille particolari che concorrono
ad eternare un momento focale dell'azione; a mettere In risalto
l'espressività concreta ed Immaginifica dell'idea che
si materializza in sensorialità della percezione e
della visione; ed in spiritualità dell'elemento base
voluto dalla fantasia dell'artista.
Ogni "Ideogramma" si avvale d'una atmosfera magica
che s'apre come una mistica rosa In suggestive macchie e slabbrature
che coinvolgono i colori caldi e freddi , secondo una problematica
che sta in rapporto con le figure effigiate, le vesti ed I
simboli escogitati. C'é nell'opera un incanto metafisico,
una ricreante pace dell'anima, una proiezione in un universo
parallelo (come avviene nella barca che pare sospesa su di
una coltre di nubi nei favolosi mari del sud). Enzo Napolitano
ha il dono di calarsi di volta in volta nel personaggio, valorizzando
con abile tecnica le diverse infrastrutture sollecitate dall'eros
e dallo studio del profondo.
Se vogliamo indagare tutta l'opera sotto il risvolto psicologico,
risaltano gli agganci col mondo onirico; ma, soprattutto,
l'indirizzo verso il mondo "freudiano" e "junghiano"
nei risvolti dell'inconscio, che determinano gli "impulsi
dinamici" atti a far scaturire situazioni ed attimi di
singolare ed intima partecipazione affettiva.
Un ottimo pittore che ha saputo collocarsi in una sfera neoplatonica
"iperuranica" che trascende la surrealità.
ANTONIO DE
BONO
|