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Critiche d'Arte

Area interamente dedicata alle Critiche d'Arte scritte sul Maestro Enzo Napolitano

CATERINA RANDAZZO - la pittura di Vincenzo Napolitano

2020-11-13 14:14

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CATERINA RANDAZZO, critica, Vincenzo Napolitano, Caterina Randazzo,

CATERINA RANDAZZO - la pittura di Vincenzo Napolitano

Immagini di un percorso interiore, le opere di Vincenzo Napolitano, veicolano gli stati d’animo attraverso la pittura astratta. Opere simboliche, riflesso de...

Immagini di un percorso interiore, le opere di Vincenzo Napolitano, veicolano gli stati d’animo attraverso la pittura astratta. Opere simboliche, riflesso del mondo e dell’interiorità umana, esprimono una ricerca stilistica fondata sul superamento della forma, ma che nasconde, al suo interno, rappresentazioni figurali. Un “figurativo nascosto” appunto, che da dentro il “magma” di colore fluido, cela i profili e i tratti essenziali di matrice espressionista. Posta in una zona intermedia tra l’astrattismo accademico e la ricerca personale, l’arte del maestro, col suo figurativo allusivo, decodificabile più dalla coscienza, che dal nostro occhio, offre possibilità figurali appena accennate, ma comunque essenziali alla funzione narrativa. La forza della materia pittorica trasmette in modo concreto l’idea del movimento e rinunciando alla riconoscibilità dell’immagine, questo flusso di materia cromatica, come il magma di un vulcano inonda il supporto. L’espressività dell’artista si avvale di un segno pittorico deciso e sapiente, dove i colori si esaltano in accostamenti tonali, accuratamente premeditati. Una poetica graficamente segnata da forti accenti coloristici, i cui effetti sono il frutto, di una ricerca complessa. Non sempre è facile interpretare e distinguere i vari momenti creativi delle sue riflessioni estetiche. La densità del pigmento, crea sulla tela, intrecci rapidi senza possibilità di ripensamento e il confronto dialettico fra i colori appare una sperimentazione astratto-informale che esprime, in ogni composizione, un caos non casuale. Opera con sapiente fantasia, con immediatezza, Vincenzo Napolitano, sotto l’impulso delle sue emozioni, per creare, componimenti fascinosi che letti in chiave spirituale, sembrano concretizzare ciò che proviene dal suo inconscio. Soffermarsi su questo linguaggio arcano, è come interpretare i suoi impulsi interiori. Pittore della “non forma” - come antitesi radicale alla riconoscibilità figurativa - racconta, con lavori astratti, una situazione emotiva, un pensiero che si esprime con variazioni cromatiche che inducono lo spettatore a domandarsi quale interpretazione si celi dietro una segnica così complessa. Napolitano è pittore del tutto mentale ed esprime le sue emozioni tramite la stesura del pigmento sulla tela facendo attenzione ai rapporti tonali tutt’altro che freddi. Colto a livello di contenuti, trasmette all’osservatore la sua colta ispirazione con radici rintracciabili in quella filosofia estetica che da O in poi ha aperto le strade alla teoria dell’arte. Nell’affrontare e concludere il costrutto estetico, non prepara il dipinto disegnando sulla tela e non definisce, a priori, gli spazi da riempire. La sua tavolozza è messaggera di forza e sensualità. Le tele sembrano illuminate da una luce proveniente dal loro interno, I colori sono disposti con energica consapevolezza in composizioni astratte che dice di più dell’apparente resa “marmorizzata”. Ognuna di queste raffigurazioni è un microcosmo di non immediata interpretazione, dove solo una partecipazione attenta rende possibile la comprensione del pensiero filosofico dell’autore. Nulla è lasciato al caso, le stesure spontanee e morbide, guidate da una mano sapiente e da una profonda emozione, ricoprono, tutto lo spazio del supporto con tonalità vibranti. L’amalgama dei colori, dona, senza porre alcun margine, continuità immaginifica alla tela. L’insieme è un astratto groviglio cromatico, dove i colori bastano a restituire a chi guarda il senso e la forza di un’energia primordiale.

 

Caterina Randazzo

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